CASA VOGUE - September, 1986


Scendendo per le scale del piccolo ingresso del videoristorante Polaroid a Torino, situato to nella austere piazza Statuto, ci viene in mente con profonda nostalgia un altro locale da tempo scomparso che aveva raccolto tutti "quelli della notte" del '68 torinese. Era stato anch'esso progettato e gestito da un architetto torinese particolarmente sensibile e colto: ci riferiamo ovviamente al Piper, quell magnifico locale polivalente, apert a ogni attivita espressiva, che Piero Derossi aveva progettato per il piacere suo e di tutti gli amici. Il Piper aveva ospitato come disk jockey un artista quale Gianni Piacention e aveva visto le performances del Living Theatre, riflesse sulle superfici di acciacio speculare di Michelangelo Pistoletto. Ora Emanuele Turbiglio, Giuseppe Dalmas, Aldo Andreoli, pur non quel momento magico della vita notturna torinese, sono riusciti a ricreare con il loro lavoro di progettisti e digerenti, un piacevole luogo di incontro in cui cenare, ascoltare o vedere in compagnia. Si scende giu per una scala dai gradini rivestiti di alluminio, seguendo un mancorrenter luminoso di lucy al neon, e incrociando una serie di messaggi inviati da video che projettano inserti musicali o qualche vecchio film da cineteca: per arrivare a un primo luogo di sosta dove si puo mangiare in modo svelto o ritualistico, e dove la musica e solo un'eco che accompagna il piacere della conversazione.

Con un buon cocktail in mano, si passegia incuriosity da una sala all'altra, immersi in una miscela di materiali nuovi o meno nuovi. Ecco I laminati Print della Abet su disegno di Sottsass, assurti ad archetipo di decorazione degli anni Ottanta, insieme con I primi televisori Radiomarelli; la pompa di benzina in lamiera anni Cinquanta, trasformata anch'essa in un visore; e le sedie in lamiera stampata, il cui tenue colore azzurro e ripreso da una fascia di piastrelle alle pareti, a ricordo dell metropolitana parigina. Un palchetto in legno di rovere ha il compito di amalgamare il tutto, giocando in modo soft con le differenti sensazioni tattili. La grande salasi collega al ristorante si suddivide in tre zone principali: il bar con il bancone di laminato e il piano di vetro opalino giallo, con al di sopra un gruppo di televisori il cui audio e collegato via cuffia per un ascolto individuale da chi e seduto sulle poltrone d'aereo, che gli architetti hanno recuperato e posto su una pedana d'alluminio; zona giochi elettronici, in cui si gioca in coppia come nei vecchi calciobalilla; e I tavoli che guardano verso il grande schermo, le cui imagini ingigantite partecipano al vivere quotidiano, con quel misto di realta e finzione, di pesce fritto mangiato con le bacchette e di astronave sul capo, come ci ha insegnato "Blade Runner".
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